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La verifica

La verifica è parte integrante del processo formativo in quanto permette di individuare, dove si rendesse necessario, quali siano i passaggi da approfondire ed eventualmente integrare o, viceversa, di constatare il raggiungimento degli obiettivi delle diverse fasi. Risulta essere quindi preziosa, non solo al termine del percorso complessivo, ma alla conclusione di ogni fase e, in alcuni casi, come valutazione di alcune specifiche riunioni o gruppo di riunioni.

Perché la verifica possa portare frutti, è necessario che vi sia chiarezza degli obiettivi, dei mezzi e la compartecipazione da parte dei membri del gruppo nelle diverse fasi del percorso.

È altrettanto necessario che vi sia, da parte di tutti una reale disposizione al cambiamento e al miglioramento sia a livello personale che di gruppo.

Lo strumento suggerito per valutare il percorso si ispira al DIAV.

Come evidenziato, è fondamentale dedicare a ogni esperienza di formazione uno tempo di valutazione, con una periodicità definita già all’inizio dell’anno sociale, per riflettere sul cammino fatto.

Il processo di valutazione deve essere compiuto a livello comunitario, nei gruppi delle guide, nei comitati locali, ecc.

La verifica, fondandosi sulla pedagogia ignaziana, permette di essere attenti alle persone, agli eventi e a tutto quanto nella vita quotidiana interpella noi, che siamo chiamati e inviati da Dio a seguire Gesù povero e umile.

Tappe della verifica

Qualunque sia l’oggetto della verifica, è indispensabile seguire tutte le tappe indicate.

Prima tappa

«Osserverò come mi è andata» (EESS 77)
  • Descrizione della situazione attuale da parte di ogni membro del gruppo
  • Tempo di ascolto da parte del gruppo di formazione
  • Reazioni, chiarimenti
  • Percezione chiara della realtà attuale

In questa prima tappa lo sguardo può partire dalla prospettiva del singolo (in forma personale). È un tempo di presa di coscienza della situazione del percorso svolto.

Seconda tappa

«E certamente ringraziando Dio Nostro Signore» (EESS 77)
  • Dare nome a persone, sentimenti, momenti
  • Comunicazione dei frutti raccolti
  • Comunicazione delle difficoltà, superate o meno

Questo è un momento per ringraziare, in cui tener presente i destinatari, i compagni coinvolti nel percorso, ricordando i frutti ricevuti durante il cammino e le difficoltà incontrate.

Terza tappa

«E se è andato male osserverò da dove procede la causa» (EESS 77)

La terza tappa consiste nel chiedere perdono a Dio nostro Signore per gli errori. Qui si deve lasciare un tempo per riconoscere le difficoltà, possibili cause di errori o risposte disattese, ecc. Una volta riflettuto su questi aspetti, si può procedere a chiedere perdono. Il senso è di rompere con quanto accaduto e dare un nuovo senso di speranza, di desiderio di cambiamento.

Quarta tappa

«E, dopo averla individuata, me ne pentirò per emendarmi in avvenire» (EESS 77)

Si tratta di rendersi liberi da ciò che ha appesantito e reso tortuoso il cammino, acquisendo nuovo slancio e rinnovata fiducia e speranza, per procedere verso le fasi successive.

Quinta tappa

Preghiera comunitaria

La verifica deve terminare sempre con una preghiera comunitaria mettendo tutto nelle mani del Signore.