Spunti sulla Passione di Gesù

La Passione di Cristo spunti di riflessione

Per facilitare la preghiera in preparazione alla Pasqua, condividiamo alcuni spunti di riflessione sulla Passione di Gesù, a partire dal Vangelo di Marco ai capitoli 14 e 15, proposti da padre Gian Giacomo Rotelli S.I.

La grazia da chiedere a inizio preghiera: capire in che cosa consistano le scelte di Gesù e il loro perché.

Il progressivo silenzio di Gesù

La scelta del silenzio, della “passività”, della consegna davanti al tentatore che torna, sotto forma di diverse richieste e provocazioni. Ogni scelta ha un perché, che è anche un per-noi.

I Vangeli – è stato detto – sono i racconti della Passione (che è quindi la parte assolutamente più importante) con una lunga introduzione.

La Parola di Dio fatta carne diventerà massimamente eloquente quando tacerà, come progressivamente avviene nella Passione (in particolare quella secondo Marco).

La Passione di Gesù come passione di Dio per l’uomo

Desiderio di sempre dell’uomo è stato vedere il volto di Dio. Ma secondo l’Antico Testamento vedere il volto di Dio significava morire. Adesso è il contrario: vedere il volto di Gesù morto, in quanto morto per amore, è vivere.

Il Vangelo è scritto per coloro che, sperimentato il Risorto, non devono dimenticare che questi è il Crocifisso. La morte cioè non è un incidente di passaggio superato, che si possa mettere dietro le spalle, dimenticare. Il cammino verso la vita implica costantemente l’assunzione del passaggio attraverso la morte, nelle sue mille quotidiane modalità, di cui la passione di Gesù ce ne mostra una serie. È la legge della Pasqua. Ogni giorno si tratta di dire di sì, di sceglierla.

I diversi quadri della Passione di Gesù

Nel Vangelo di Marco la Passione è tutta un susseguirsi di piccoli quadri che descrivono situazioni umane, cioè confronti di persone. I diversi personaggi di questo mondo entrano in rapporto diretto con Gesù, vivendo ciascuno il mistero delle proprie scelte, cioè della risposta alla propria chiamata e della propria presa di posizione nei confronti del Regno (Gesù).

Gesù, il seme che viene sparso

In qualche modo si verifica la parabola del seminatore: Gesù si presenta come seme che viene sparso, consegnato a diversi terreni e in ciascuno va incontro a una sorte diversa.

Continua a essere il maestro buono, che insegna come perdere la vita per acquistarla, come prendere la croce quando l’amore lo chiede, come consegnarsi a tutti, secondo il programma espresso nei capitoli 9 e 10.

Possiamo contemplare questi quadri, uno per uno, considerando in ciascuno il mistero del Regno (le scelte di Gesù) come seme evangelico sparso attraverso 1) la consegna e 2) il silenzio, che riceve dagli uomini risposte diverse a seconda delle loro scelte di vita.

Il Getsemani

A cominciare dal primo quadro, il Getsemani.

“Nel calice presentatogli c’è dentro: il tuo amore non sarà ricambiato; il tuo amore non sarà capito; il tuo amore sarà rifiutato; il tuo amore sarà crocifisso. Da chi? Da me; da tutti. Dai discepoli che si addormentano mentre tu sudi sangue, da colui che poco fa metteva la sua mano nel tuo piatto; da colui che ha riposato sul tuo cuore… Ognuno ti fugge” (Don Primo Mazzolari).

Per te la solitudine.
Può essere utile trascrivere tutte le frasi in cui compaiono i verbi consegnare o tradire (che in greco sono detti con il medesimo verbo, paradìdomi) con le loro declinazioni.

Gesù al Getsemani

Incontro con i capi dei sacerdoti (e il sinedrio)

  • Gesù e Giuda
  • Gesù e i discepoli
  • Le guardie e Gesù
  • Gesù e Pietro
  • L’incontro con Pilato
  • Quello con Barabba e la folla
  • Gesù e i soldati
  • Con Simone di Cirene
  • Gesù e i crocifissori
  • L’incontro con i suoi derisori
  • Gesù e il Padre
  • Il centurione
  • Gesù e le donne presso la croce
  • Gli amici e Gesù

Umiliazioni e sofferenza nella Passione di Gesù

Fino alla morte di Gesù c’è un crescendo di umiliazioni e di sofferenza. C’è qualche parola di Gesù all’inizio e poi il suo silenzio. Contempliamo il contrasto tra le persone che si agitano, che fanno o dicono o gridano una cosa o l’altra, e Gesù che con la sua silenziosa presenza è al centro, dominatore di tutta una situazione convulsa.

Con il suo solo esistere, con il suo solo essere là, Gesù parla, Gesù giudica. Nel senso che davanti a lui ciascuno di noi sceglie e si giudica. Queste scene della Passione, una per una, costituiscono elementi fondamentali per la nostra contemplazione, perché sono il giudizio sul mondo in cui viviamo.

È nell’attenta contemplazione della Passione che si sciolgono i nodi di situazioni difficili a comprendersi e si chiariscono i giudizi su situazioni ambigue: i criteri veri delle nostre scelte. Confrontato con questo paradigma, ciò che è scoria viene a cadere e rimane invece ciò che evangelicamente, cioè umanamente, vale.

La Passione ha una parte così preponderante nei Vangeli, proprio per offrirci un elemento sicuro di discernimento.

L’invito di Sant’Ignazio di Loyola

S. Ignazio, quando nel corso degli Esercizi Spirituali è giunto il momento di fare l’elezione, invita a chiedere (si può solo chiedere!): “per assomigliare e imitare (più avanti aggiungerà: ‘e servire di più’) Cristo nostro Signore, voglio e scelgo piuttosto povertà con Cristo povero che ricchezza, piuttosto ignominie con Cristo pieno di esse che onori, e desidero più di essere stimato insensato e folle per Cristo, il quale per primo fu ritenuto tale, che saggio e prudente in questo mondo” (167).

L’amore alimenta sempre il desiderio della conformazione. Per quanto possibile. Un esempio: scriveva la sua fidanzata a Bonhoeffer in carcere:

“Sarei felice di passare il Natale in cella al posto tuo”; oppure: “Tu mi fai portare una parte del tuo dolore. Te ne sono così grata!”. E ancora, paradossalmente “Se almeno fossi malata anch’io. Non ho mai sofferto così tanto per il fatto di star bene”…

Chiediamo al Signore di saper scegliere queste strade.

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